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Monselice

Monselice

 

 
IL CASTELLO
 


Veduta del complesso architettonico

VISITE GUIDATE:
9, 10, 11 e 15, 16, 17
telefono: 0429 72931


Per ulteriori informazioni:
www.castellocini.com 

 Planimetria del Castello   


La Corte Grande

Il castello di Monselice è un complesso di edifici che si compone di quattro nuclei principali, edificati e ristrutturati tra l'undicesimo e il sedicesimo secolo. La parte più antica, sulla destra entrando dal portone nella Corte Grande, è il Castelletto, con l'annessa Casa Romanica, edificati tra l'11° e il 12° secolo.Sulla sinistra sorge la massiccia sagoma della Torre di Ezzelino, del 13° secolo.  Al centro, come nucleo di collegamento fra i due edifici esistenti, viene realizzato nel 15° secolo il palazzo Marcello.

Infine la Biblioteca del Castello, che sorge sull'ampia spianata antistante la Torre di Ezzelino, ricavata in un edificio preesistente alla fine del 16° secolo. La torre è costruita dal già citato Ezzelino da Romano nel 13° secolo, nell'ambito di un potenziamento  militare-difensivo della seconda cerchia di mura della città. All'inizio del 14° secolo, quando la città viene conquistata dai Carraresi, i grandi stanzoni del palazzo di Ezzelino vengono suddivisi in sale di minori dimensioni, parzialmente adibite ad abitazione civile.


Portone principale di ingresso

 
Nel corso del 14° secolo i Carraresi riutilizzano anche la parte più antica del complesso, realizzando nella Casa Romanica una grande Sala del Consiglio e costruiscono all'interno del castello tre caratteristici e monumentali camini veneti, che possiamo ammirare a tutt'oggi.
 
Dopo la conquista di Monselice da parte della Repubblica Veneta, nel 15° secolo, il Castello passa in proprietà alla nobile famiglia dei Marcello che ne completa la trasformazione in residenza civile, edificando il palazzetto di collegamento fra la torre di Ezzelino e la parte Romanica. In questo edificio di bello stile gotico, allargato al piano intermedio della torre, i Marcello ricavano la loro residenza privata. La configurazione definitiva del Castello, così come la vediamo oggi, è già quasi completa alla fine del 1400: mancano solo la biblioteca, del tardo '500, la sistemazione del cortile veneziano interno e la cappella privata della famiglia edificata nel '700.


Il portone di ingresso alla Rampa,
a sinistra il cortile veneziano

 
Nei primi anni dell'800 la proprietà del Castello passa dai Marcello ad altre famiglie dell'aristocrazia locale e incomincia un lento e inarrestabile degrado di tutto il complesso, con la spogliazione di mobili ed oggetti dell'arredo interno. Alla fine del secolo la proprietà passa ai conti Girardi, da cui perviene per asse ereditario alla famiglia Cini. Nel corso della prima guerra mondiale il Castello viene requisito per scopi militari dal Regio Esercito Italiano, che lo lascerà, completamente devastato nel 1919.

Visitate il Il salone d'onore e la sala del Camino.

 

IL GRANDE RESTAURO
 

E' il conte Vittorio Cini che comincia a pensare, negli anni 30, a un radicale restauro e ripristino di tutto il complesso, da adibire a sua residenza di rappresentanza. L'idea si concretizza nel 1935, quando una equipe di tecnici e restauratori comincia a lavorare sotto l'attenta direzione dell'architetto Nino Barbantini. L'equipe procede prima a un restauro completo di tutti gli edifici e successivamente all'arredo di tutte le sale interne, con mobili, oggetti, quadri e arazzi, rigorosamente appartenuti alle epoche di costruzione dei singoli edifici, terminando il gigantesco lavoro nel 1942. L'idea-guida di questo straordinario ripristino non è stata quella di creare un museo storico ma di portare idealmente l'ospite o il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo. Tutto è infatti al suo posto nelle singole stanze: tavoli, sedie, quadri, letti, soprammobili, attrezzi da cucina, in una magica atmosfera, come se per incanto dovessero riapparire gli antichi abitatori di questi luoghi, dal Medioevo al Rinascimento, per riprenderne possesso e riviverci le gesta eroiche o quotidiane delle loro epoche.
Nel secondo dopoguerra, e fino ai giorni nostri, si è mantenuto intatto lo splendido stato di conservazione del complesso, grazie alle attentissime e competenti cure quotidiane del conservatore dei beni del castello Adolfo Cattin. Dal 1981 il complesso è passato in proprietà alla Regione Veneto ed è aperto al pubblico da marzo a novembre.
 

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