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Monselice

Monselice

 

 
LE CHIESE
 

 
Tra le chiese di Monselice, alcune delle quali ormai chiuse al culto, merita menzione quella di San Martino: risale ai tempi remoti ma la ricostruzione è del Settecento; conclude l'omonima via che è tra le più antiche ai piedi del colle e presenta edifici d'epoca medioevale, rinascimentale e barocca.
 


 
In via Carboni sorge la chiesa di Santo Stefano in stile romanico-gotico con due navate laterali del '600, un campanile del '400 e resti di convento nel cortile interno.


S. Martino

 


 

S. Stefano

Altra chiesa è quella di San Giacomo con annesso convento dell'Ordine Francescano Minore, presente fin dalla metà del XII secolo come ospizio per i pellegrini, sulla via omonima. In stile romanico-gotico con abside, campanile del '300, tele di Scuola veneta, chiostro del '400.


 
 
Alle pendici orientali della Rocca vi è la chiesa di San Tommaso, sulla via omonima, anteriore al IX secolo. Fu rifatta nel XVIII secolo e vi si trovano tracce di insediamento preistorico.

          
 S. Giacomo

 
La chiesa di San Giorgio confina, senza soluzione di continuità, con Villa Duodo. Fu costruita nel 1593 su commissione della famiglia Duodo con funzione di oratorio privato. Al suo interno, dietro l'altare, sono esposti alcuni resti di martiri cristiani. L'approvazione per il loro trasferimento da Roma a Monselice fu richiesta da Francesco Duodo a Papa Innocenzo X e gli fu accordata nel 1650.

S. Giorgio

 
Salendo lungo il ciotolato di via del Santuario, sulla sinistra del Palazzo del Monte di Pietà, si affaccia la chiesa di San Paolo risalente al X secolo. La chiesa fu ristrutturata nel 1400 e successivamente nel 1700 con l'apporto di modifiche alla parte alta della facciata. Sotto la chiesa si trova la Cripta di San Francesco, presumibilmente di origine altomedioevale. Nella parte posteriore dell'edificio sono emersi resti di un campanile romanico.Sono in corso studi atti ad autenticare la presunta origine romanica dell'intero edificio.


 S. Paolo


 S. Matteo

 
La chiesa di S. Matteo di Vanzo, posta nei confini orientali del territorio di Monselice fu fondata e beneficata negli anni '70 del Duecento dal
Cardinale Simone Paltanieri.
  
Le prime notizie riguardanti l'ex chiesa del Carmine risalgono al 1424, ma è possibile, data l'antichità del luogo, che sorgesse su un insediamento chiesastico precedente. Nel 1594 l'edificio, dedicato alla natività di Maria Vergine, apparteneva all'ordine dei Carmelitani: in quell'anno fu consacrato dal Vescovo di Adria. La riconsacrazione documenta un rifacimento o un ampio restauro eseguito in quell'epoca. Soppressi i Carmelitani da Papa Innocenzo X, la chiesa fu acquistata dalla famiglia Catti.
Passò poi in eredità alla famiglia Giacomazzi, che la fece in buona parte ricostruire. L'aula si presenta ad unica navata, con le pareti divise da lesene, ed ampio presbiterio.


 San Bortolo

La veste neoclassica all'interno è attribuibile ai lavori condotti dal Giacomazzi, mentre la torre campanaria, affiancata alla sacrestia, è stata ricostruita nell'Ottocento. Dopo gravi manomissioni causate dalla trasformazione in opificio, la chiesa è stata acquistata dal monselicense Aldo Businaro e donata al Consorzio per la Valorizzazione dei Colli Euganei. Il restauro ha portato alla luce alcuni affreschi da ricondurre ai primi restauri del Cinquecento. Oggi l'ex chiesa viene utilizzata per incontri, conferenze e riunioni promosse dal Comune di Monselice.
 
San Bortolo, frazione di Monselice, dalla quale partivano gli urtanti (vagabondi-accattoni che giravano periodicamente gran parte dell'Italia settentrionale e centrale andando a questua).

 

EX CHIESA DEL CARMINE
Le prime notizie su questo edificio risalgono al 1424, ma è possibile, data l'antichità del luogo, che sorgesse su un insediamento chiesastico precedente. Nel 1594 l'edificio, dedicato alla natività di Maria Vergine, apparteneva all'ordine dei Carmelitani: in quell'anno fu consacrato dal Vescovo di Adria. La riconsacrazione documenta un rifacimento o un ampio restauro eseguito in quell'epoca. Soppressi i Carmelitani da Papa Innocenzo X, la chiesa fu acquistata dalla famiglia Catti e poi passò in eredità alla famiglia Giacomazzi, che la fece in buona parte ricostruire. L'aula si presenta ad unica navata, con le pareti divise da lesene, ed ampio presbiterio. La veste neoclassica all'interno è attribuibile ai lavori condotti dal Giacomazzi, mentre la torre campanaria, affiancata alla sacrestia, è stata ricostruita nell'Ottocento. Dopo gravi manomissioni causate dalla trasformazione in opificio, la chiesa è stata acquistata dal monselicense Aldo Businaro e donata al Consorzio per la Valorizzazione dei Colli Euganei. Il restauro ha portato alla luce alcuni affreschi da ricondurre ai primi restauri del Cinquecento. Oggi l'ex chiesa viene utilizzata per incontri, conferenze e riunioni promosse dal Comune di Monselice.

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