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Monselice
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GIOSTRA DELLA
ROCCA |
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LA STORIA
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Narra la storia che nel
1239, l'imperatore Federico II diretto a Padova passò per Monselice. La nostra
Giostra ripercorre le tradizionali gare di abilità, forza e destrezza che caratterizzarono le feste
medievali. Le gare degli arcieri, la prova di forza alle macine, le gare di
corsa in velocità, il torneo di scacchi, la giostra con la lancia e il torneo a
cavallo, sono le caratteristiche competizioni del Palio di Monselice.
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Nove sono
le Contrade che hanno riscoperto gli usi e i costumi antichi dei quartieri e dei borghi.
Le contrade, secondo il ferreo regolamento rinnovato di anno in anno, si
contendono la vittoria nelle diverse gare ed insieme vanno a costituire il
grande Corteo Storico che sfila tra le vie principali della città. Una nota
particolarmente interessante è costituita dalla minuziosa ricostruzione delle
grandi macchine da guerra: torri, balestre, catapulte, caldaia della pece,
arieti ed altri minori strumenti bellici.
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Le contrade
della Giostra della Rocca sono:
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CARMINE
Colore:
bianco-rosso
Simbolo:
Atlante.
La statua che dall'alto di una rotonda, sul Monte Ricco, domina la vallata
reggendo il mondo. Atlante
Personaggio
storico: Arcivescovo
Fontana
Macchina da guerra:
Torre
d'assalto
Bottega artigiana:
I bottai
Dominata dalla
possente presenza del Monte Ricco, la Contrada conserva sulla cima del colle
resti antichi quali l'eremo di Santa Domenica e la villa ex Cini, costruiti su
un castello. Accanto vi è la chiesetta di San Giovanni Battista con il grazioso
chiostro rifatto, legato un tempo alla annuale salita dei devoti abitanti di
Monte Ricco. Anche la vecchia chiesa del Carmine che sorge vicino alla stazione
ferroviaria è un piccolo e antico gioiello. Un tempo venerata dai cittadini
della frazione monselicense, la chiesetta, oggi restaurata, è adibita a sala
polivalente. La Contrada bianco-rossa ha come simbolo Atlante, poiché una
statua dell'antico dio che sorregge il mondo, sorge sulla sommità del colle. A
partire dalle sue pendici, il corteo di Monte Ricco parte verso la città,
sventolando bandiere e festoni, pronto per sostenere la nuova sfida. Nel corteo
spicca la poderosa torre d'assalto in legno costruita dalla bottega della
Contrada. I cortigiani, i nobili, le dame e i cavalieri nei loro eleganti
costumi accompagnano l'Arcivescovo Fontana e i suoi prelati.
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TORNA |
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CA'
ODDO
Colore:
Bianco-rosa
Simbolo:
La
popolata. E' un pioppo centenario che al centro della frazione presta la sua
lunga vita ad una leggenda che racconta la storia di una terribile strega
imprigionata tra le sue radici
Personaggio
storico: Araldo
e Monte
Macchina da guerra:
L'ariete
Bottega artigiana:
I fabbri
La misteriosa
"Povolata", simbolo della Contrada, secondo la fantasia popolare
possiede dei poteri magici e si dice che addirittura affondi le sue radici nella
terra degli inferi. Il centenario pioppo della frazione convive con la residenza
degli Oddo, risalente al XIX secolo e costruita sui resti di un antico castello.
Nella campagna monselicense essa costituisce un'affascinante ed esclusiva
presenza insieme al lussureggiante parco della villa. Il grande e secolare
pioppo che domina la piccola frazione è stato eretto quale suggestivo emblema
della contrada. I due personaggi caratteristici, Araldo e Monte, i due attentatori alla vita di Ezzelino, durante il corteo vengono incatenati e
sospinti lungo le vie della città.
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TORNA |
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MARENDOLE
Colore:
bianco-nero
Simbolo:
Il drago.
Una leggenda racconta che un terribile mostro rifugiatosi sul monte Fiorin,
dopo aver ingoiato un bambino, scomparve nelle viscere della terra alla
presenza di un vescovo esorcista, e che sul posto sia stata posta dalla
comunità una lapide con la scritta "In Domino confido"
Personaggio
storico:
il Cardinale Simone Paltanieri
Macchina da guerra:
La
catapulta
Bottega artigiana:
Gli
scalpellini
La Contrada,
situata nella parte ovest del territorio comunale, un tempo conviveva in armonia
con il monte Fiorin, che ormai divorato dalla cementeria ha perso le sue
originarie sembianze. Il drago, rievocazione esplicita del mostro, troneggia,
nella bandiera bianca e nera, mentre l'imponente catapulta, sempre scortata dai
soldati e il lancio della pece bollente rappresentano due fra i più importanti
strumenti bellici di difesa allora in uso. Il corteo è aperto dal gonfalone e
da grandi bandiere seguite da damigelle, piccoli paggi e tamburini. Il
personaggio storico della Contrada di Marendole è il Cardinale Paltanieri cui
spetta il merito di aver favorito la costruzione del Duomo Vecchio con al suo
seguito i rappresentanti del clero. Compare poi il nobile casato dei Capodivacca,
seguono le dame di corte e i jolly che intrattengono con i loro giochi e
scherzi. La bottega che caratterizza la contrada è quella degli scalpellini:
ricorda il diffuso mestiere dell'estrazione e lavorazione della trachite che ha
sostenuto per tanti secoli l'economia locale.
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TORNA |
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Colore:
rosso-nero
Simbolo:
il Capitello.
Questa singolare presenza di fede al centro della borgata innalzata a mo' di
vela verso il cielo, é stata stilizzata e presa a simbolo per la Contrada
Personaggio
storico: Francesco
Petrarca
Macchina da guerra:
la
catapulta
Bottega artigiana:
i mugnai
Monticelli è
un piccolo borgo situato a nord di Monselice. Il suo cuore palpita lungo le
pendici di una collinetta. La frazione vanta alcune presenze di grande valore
storico. Dall'alto dell'originale Altare, simbolo della Contrada, è possibile
dominare la splendida tenuta Lispida con Villa Italia quartiere generale di
Vittorio Emanuele III durante il primo conflitto mondiale e costruita
nell'Ottocento sui resti dell'antico convento di Santa Maria. Volgendo lo
sguardo verso Arquà, un terzo colle, l'Arlecchino, ospita Villa Renier,
circondata di cipressi e di singolari composizioni architettoniche, custodi
gelose di un immaginario soggiorno foscoliano. Una comunità di 600 abitanti
unita nello sforzo di riaffermare Ia propria identità. Il personaggio storico
della Contrada è Francesco Petrarca, che qui a Monselice godeva di un piccolo
beneficio canonicale.
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TORNA |
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Colore:
verde-rosa
Simbolo:
la Capa
Santa. Si trattò della "capasanta" usata un temo per la questua
Personaggio
storico: i
Domenicani
Macchina da guerra:
ariete
Bottega artigiana:
gli
ortolani
La Contrada di
San Bortolo sorge dirimpetto all'attuale zona industriale di Monselice e ha
perso con il tempo i segni visibili delle sue antiche origini. Da alcuni
documenti storici, tra i quali il famoso Catastico detto di Ezzelino III,
risulta accertata la presenza nella frazione di una chiesa dedicata a San
Bartolomeo in epoca medievale. La frazione ha quindi sicuramente un passato
degno di prestigio confermato anche dai reperti archeologici e dalle tracce di
strutture insediative di epoca romana che la campagna ha restituito. L'apparato
militare della Contrada è assai ricco e presenta soldati in uniforme ed altri
addetti alla carica dell'ariete assieme ad un nutrito numero di tamburini.
Accanto al gruppo storico dei domenicani, presenti in città già dai tempi ai
quali si ispira la Giostra, nobili e dame sfilano sfoggiando i loro ricchi
costumi. Suggestive le figure dei contadini che portano con se i prodotti della
terra. Il simbolo della Contrada è la Capa Santa, tipica dei pellegrini, pronta
a raccogliere l'entusiasmo dei concittadini, e perché no, a porsi come amuleto
porta fortuna per ripetere le vittorie delle precedenti edizioni della giostra.
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TORNA |
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SAN COSMA
Colore: bianco-verde
Simbolo:
il grappolo
d'uva; la coltivazione della vite é stata caratteristica della contrada fin
dai tempi antichi e viene tuttora praticata nonostante l'avvento di nuove
colture agricole
Personaggio
storico:
crociati a
cavallo
Macchina da
guerra:
arcobalestra
Bottega artigiana:
i vignaioli
Alla contrada
monselicense questo nome fu assegnato solo una cinquantina d'anni fa. Infatti
ancor oggi è conosciuta come Stortola denominazione antica che deriva da
un toponimo latino, Stratega, cioè via minore inghiaiata della
documentata centuariazione romana cui venne sottoposto il territorio
monselicense. La chiesa parrocchiale di recente costruzione è dedicata ai Santi
Cosma e Damiano, ma in passato esisteva una chiesetta (in via Chiesa Vecchia),
la cui esistenza è documentata in uno scritto del 1221. Nel '600 ospitava
ancora qualche eremita e fino a qualche tempo fa vi si celebrava la messa per i
contadini e i braccianti del territorio Venne sostituita dal nuovo tempio nel
1925. Il corteo della Contrada si apre con gli sbandieratori e i tamburini
seguiti da uno stuolo di soldati, palafrenieri, dame, signori, papi e crociati a
cavallo. Il simbolo di San Cosma è il grappolo d'uva, segno dell'importanza che
ancor oggi la coltivazione della vite riscuote nella frazione. Particolarmente
originale il gruppo dei contadini che accompagnano il carro, sul quale, oltre
all'uva, fanno bella mostra di se gli attrezzi per questa lavorazione.
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TORNA |
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SAN GIACOMO
Colori: bianco-azzurro
Simbolo:
le mani: sono le mani di San Francesco e di Gesù a cui il convento
della contrada è dedicato
Personaggio storico:
i Carraresi
Macchina da guerra:
catapulta
Bottega artigiana:
i tessitori
Il Convento di
San Giacomo ha le sue origini nel lontano marzo 1162, quando, venne fondato come
Ospedale per pellegrini. Venne trasformato quasi subito in monastero benedettino
e nella seconda metà del XVII secolo fu affidato ai ai Frati Francescani. La
Contrada prende quindi il nome dal grande monastero francescano. Com'è noto la
Signoria dei Carraresi ottenne il. dominio su Monselice sin dall'inizio del '300
e i suoi esponenti dimorarono nel castello della città della Rocca. Il gruppo
delle comparse prende spunto dalla nobile: famiglia carrarese e ne rappresenta
la vita di palazzo nelle sue molteplici sfumature. Accanto ai nobili; compaiono
dame di compagnia, cavalieri, soldati, artigiani e popolani. La bottega
artigiana della contrada è quella dei tessitori. La macchina da guerra della
Contrada è la catapulta: perfettamente riprodotta, ripropone l'antico modo di
far guerra sotto le mura assediate.
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TORNA |
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SAN MARTINO
Colore:
giallo-blu
Simbolo:
il pane di Santa Lucia, protettrice della
vista e patrona della contrada
Personaggio storico:
Federico ll di Svevia
Macchina da guerra:
balestra lancia-tronchi
Bottega artigiana:
i conciatori di pelli
Il corteo di
San Martino rievoca l'entrata di Federico II in Monselice nel 1239 ed è
costituito da due parti: i cittadini che escono ad accogliere l'Imperatore ed il
Gruppo Imperiale che entra in città con i dovuti onori. La prima parte è
aperta dall'araldo che chiama a raccolta i contradaioli per aggregarsi al
corteo ed accogliere l'Imperatore. I primi ad aggregarsi sono i bambini: poi
arrivano gli artigiani conciatori di pelle con il loro stendardo di
Corporazione: nel medioevo il Borgo Costa era sede di importanti concerie e di
laboratori per la lavorazione delle pelli. Poi fa strada la massima autorità
cittadina: il Podestà Giudice, che si presenta maestosamente con la scorta e lo
stendardo del Santo protettore, San Martino, attorniato da damigelle festanti
recanti gli emblemi delle attività produttive e il simbolo della Contrada.
La seconda parte si apre con l'altra arma da guerra delle truppe imperali
preceduta dal proprio stendardo portato dai soldati balestrieri e guidata dai
servienti: la balestra lancia tronchi serviva per lo sfondamento a distanza di
porte e cinte murarie. Dopo l'arma da guerra, appare l'Imperatore Federico II di
Svevia, preceduto da soldati e nobili a cavallo, che entra in Monselice. E'
storicamente accertato che alla sua venuta nel 1239 I'Imperatore insediò due
guarnigioni di guerrieri Saraceni proprio a Monselice e a Valbona, ponendole al
comando di un suo fido capitano: Guardalupo di Puglia.
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TORNA |
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TORRE
Colore:
bianco-rosso
Simbolo:
la torre. L'antica costruzione che
s'innalza nel cuore della città è diventata il simbolo della contrada che
rappresenta il centro di Monselice
Personaggio storico:
Ezzelino III da Romano
Macchina da guerra:
catapulta da difesa
Bottega artigiana:
i burocrati
Le parti delle
mura oggi visibili, sono l'ultimo dei cinque ordini che cingevano la città. A
questo appartiene pure la torre, simbolo di Monselice risalente pare al 1224 e
rimaneggiata nei secoli successivi. La Torre non rappresenta, come per le altre
contrade, una specifica bottega artigiana, ma considerando la sua collocazione
urbana predispone la sfilata di burocrati i cui costumi sono frutto dl
un'approfondita indagine appurata sui documenti esistenti. Su tutti i figuranti
domina la figura di Ezzelino III. Il sigillo, la bandiera della città, ragazze
con fiori e simboli accompagnate dal gonfalone e dal rullo dei tamburi aprono il
corteo. Mercanti, mastri orafi e lo scrivano Padre Gerardo (biografo di
Ezzelino) seguito dalla nobiltà arresasi al tiranno precedono i castellani La
sfilata è chiusa dai mercanti di stoffe e dai nobili che ritornano dalle
battute di caccia.
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