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Monselice
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CENNI
STORICI
Il nome di Monselice è di chiara origine latina. Il significato del
toponimo "Mons silicis" potrebbe essere
"monte della via selciata" (allusione alla via Annia che
passava per Monselice), che è la teoria più accreditata, ma potrebbe
anche derivare dalle cave di selce per cui la Rocca da sempre è stata
oggetto di sfruttamento.
I primi insediamenti nel
territorio sono però molto più antichi. Le due leggende che la
vorrebbero fondata da Opsicella, un compagno di Antenore, o da Egina,
regina della Rocca, ne sono una testimonianza. Numerosi reperti
archeologici attestano altresì la presenza almeno di una stazione
preistorica sviluppatasi tra l'età del ferro e quella del bronzo.
La felice posizione di
centro al punto di intersezione tra importanti arterie stradali e vie
d'acqua favorì un insediamento abbastanza precoce. La nascita di
Monselice come nucleo cittadino risale al V-VI secolo ed è dovuta ad
una prima fortificazione del colle della Rocca da parte dei Longobardi,
fortificazione che si rivela importante sul piano della strategia
difensiva. Le strutture esistenti vengono ulteriormente potenziate dopo
l'invasione dei franchi, e si compongono, attorno all'anno mille, di un
tessuto abitato discontinuo sulle pendici della Rocca e di un nucleo
difensivo a guardia del ponte sull'antico fiume Vigenzone, che passava
ai piedi della collina.
Nell'XI secolo un aumento
della popolazione locale favorisce nuovi insediamenti abitativi e alla
metà del XII secolo Monselice viene elevata al rango di Comune,
entrando sotto la giurisdizione di Ezzelino da Romano. Questi, vicario
in terra veneta dell'imperatore tedesco Federico II, amplia e perfeziona
il sistema di mura, che viene a chiudere completamente il centro
abitato. Si devono inoltre ad Ezzelino la ristrutturazione del Mastio
sulla sommità della Rocca, la costruzione della Torre civica e
l'edificazione del Palazzo oggi detto appunto "di Ezzelino",
che costituisce parte importante del Castello di Monselice.
All'inizio del XIV secolo
la città è al centro di un'aspra contesa militare fra il vicario
imperiale Cangrande della Scala, signore di Verona, e la signoria dei
Carraresi di Padova. Nel 1327 i Carraresi si impadroniscono
definitivamente di Monselice e ne fanno l'avamposto difensivo di Padova
verso sud. In questa strategia viene ampliato e ulteriormente
fortificato l'impianto delle mura di Ezzelino, che assumono nella
seconda metà del XIV secolo la loro configurazione definitiva: una
cerchia esterna provvista di torri e di monumentali porte di accesso e
quattro cerchie interne, che risalgono la Rocca fino al torrione sulla
vetta.
Ma il momento di massima
capacità difensiva della città coincide con l'inglobamento, avvenuto
nel 1405, di Monselice nel territorio della Serenissima Repubblica di
Venezia, la cui vocazione era maggiormente indirizzata sia ai traffici e
ai commerci, che alla pratica militare. La città comincia così
gradatamente a perdere la sua funzione difensiva e si avvia a diventare
centro di soggiorno e di villeggiatura per le nobili famiglie veneziane.
Tra il '400 e il '500 sulla struttura urbanistica medioevale si
innestano elementi rinascimentali. Le famiglie nobili veneziane
acquistano ampie proprietà terriere in centro e nelle campagne
circostanti. La famiglia Marcello prende proprietà del palazzo di
Ezzelino e ne amplia e arricchisce la costruzione; la famiglia Duodo si
insedia sul lato sud della Rocca e realizza splendide architetture
arrivate intatte ai giorni nostri; la famiglia Nani costruisce l'omonima
villa. Il centro urbano si arricchisce di elementi barocchi con la
costruzione della Loggia del Monte di Pietà, la ristrutturazione della
chiesa di San Paolo, i palazzi Fezzi e Branchini; altre famiglie
veneziane costruiscono le loro ville appena fuori delle porte urbane e
prosegue anche l'insediamento nelle campagne circostanti.
L'Ottocento vede la città
di Monselice affacciarsi all'epoca moderna. Purtroppo, nella logica
ottocentesca le mura e le torri della città fortificata medioevale
vengono considerate un ostacolo all'espansione urbana. Alla metà del
secolo viene così abbattuto parte del perimetro esterno delle mura e le
monumentali porte di accesso della città. Agli occhi dei visitatori dei
giorni nostri si presentano comunque ampie testimonianze della città
medioevale come la Torre Civica, buoni tratti di mura e soprattutto il
monumentale complesso del Castello, ed è completamente intatto tutto il
patrimonio edilizio del periodo veneziano.
STEMMA E
GONFALONE
Le insegne del Comune sono
costituite dallo stemma araldico e dal gonfalone.
Lo stemma, riconosciuto con D.P.C.M. 7.6.1960, è così raffigurato
"di azzurro, al monte di verde circondato da tre cinte di mura di
rosso, merlate alla ghibellina, ciascuna aperta di nero con portale
d'argento e munita di due torrioni disposti verso i fianchi dello scudo,
merlati di tre, la cinta più elevata munita anche di un torrione
centrale, Ornamenti esteriori da Città".
Il gonfalone, riconosciuto con D.P.C.M. 11.9.1960, è costituito da:
"un drappo partito di rosso e bianco, riccamente ornato di ricami
d'oro e caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrata in oro:
Città di Monselice. Le parti di metallo e i cordoni saranno dorati.
L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del drappo,
alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà
rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome.
Cravatta e nastri tricolori dai colori nazionali, frangiati d'oro".
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